Tag Archives: restyling

TPlan: la storia di un marchio, di un restyling e di un renaming

Spesso mi viene chiesto il perchè della forma del marchio TPlan e una possibile interpretazione del nome.

Come è noto, il marchio deve essere il risultato della scelta consapevole di un segno, o un’immagine, il cui fine primario è quello di caratterizzare, identificare, un’azienda, un brand, un progetto.
La parte segnica deve essere d’impatto e deve comunicare  (cosa non facile con qualche linea e del colore) uno o più elementi caratteristici della realtà che va a rappresentare. Il nome deve essere impressivo, e deve essere facile da ricordare e immediatamente collegabile al prodotto o servizio che identifica.

Fin qui, tutti d’accordo… ma forse  TPlan_micro TPlan  ancora non si capisce.

Sicuramente è necessario porre l’accento sul fatto che ideare e progettare il marchio per un prodotto, un oggetto, è cosa diversa dal farlo per rappresentare un insieme di servizi di progettazione. Il naming stesso parte da considerazioni diverse, non dovendosi concentrare su uno specifico oggetto o insieme di prodotti, e deve restituire risultati diversi. Inoltre, una breve riflessione sul senso identitario che il nome di una realtà nel mercato deve riflettere può portare a comprendere il motivo di scelte che a volte, anche se poi a tutti gli effetti restano azzeccate, appaiono poco chiare.

Se è vero che un marchio deve riflettere parte dell’identità di una azienda, sicuramente non può prescindere dal senso che le persone che vi lavorano danno alla realtà per la quale spremono le meningi dal mattino alla sera. Spesso il marchio deve innanzitutto restituire, ai professionisti che lavorano insieme, il senso di identità e di unità necessari alla buona collaborazione interna. Ecco perchè, spesso e volentieri, per fare i restyling o renaming aziendali anche grandi società bandiscono concorsi di idee interni, proprio per imprimere ai nuovi logotipi un significato il più largamente condiviso innanzitutto internamente all’azienda (si veda ad esempio il caso Accenture).  A maggior ragione, quanto fino a ora detto è rilevante nel caso di piccole realtà in fase di cambiamento e ristrutturazione, quando in modo deciso e delicato si deve dare il classico colpo di reni per cambiare direzione e decidere nuove strategie.

E così nacque TPlan.

Tre fratelli e stretti collaboratori decidono di dare un nuovo impulso allo studio di fotografia pubblicitaria e progettazione nel quale lavorano da tempo. Un lavoro di idee, di testa e di progetto. Le meningi che si spremono, insomma.
Difficilmente si consiglia a cuor leggero, anche al cliente che arriva pieno di entusiasmo, di operare un  decisivo restyling dell’identità aziendale. Una realtà già presente da tempo sul mercato, ha lasciato memorie e tracce della propria identità di immagine, ed è un peccato andare a perdere tale presenza, sia verso i clienti, sia nei confronti delle persone che hanno lavorato fino a quel momento. Sicuramente operare un restyling, completo di cambio di denominazione aziendale (renaming) è complesso e delicato.

La realtà precedente era “la TYPE“, lo Studio Type. Il marchio era rosso e evidenziava la lettera T.

Il rosso è il colore della forza, dell’irruenza e della presenza. Dell’energia mentale e della passione.
Un bel Avant Gard, crenato e stirato, scriveva il nome.
Type, dal greco tipo, parola che ricorda la tipografia, il carattere, il font. In inglese, type è il carattere tipografico; typos è l’errore di battitura.
Type è anche semplicemente tipo, caratteristica. Si legge “taip“, dove la lettera a è la vocale della lentezza,della calma e della riflessione (pesante, forte, rotonda) e la vocale i è invece una vocale leggera, rapida… fin spiritosa; la vocale della modernità e della velocità.

 

                Type

Type_neg

 

La necessità di sviluppare una nuova idea di marchio nasce quando l’attività si trasforma: l’era digitale, l’abbandono delle tecniche di stampa fotografica anche grazie all’introduzione del digitale, la trasformazione della grafica tradizionale in progetto della comunicazione (communicationdesign), lasciano emergere l’esigenza di diventare qualcosa d’altro, di svecchiare e trasformare la modalità di lavoro. E si era in tre a farlo e volerlo.

Che fare con la Type? La Type in realtà non muore, ma si trasforma e si qualifica differentemente.

Si vuole provare ad accompagnare la futura clientela nello sviluppo di nuove immagini e progetti; il blu, colore del mare del cielo e della calma, della riflessività e della purezza, diventa il colore della nuova identità. Una identità che a tutti gli effetti è composta da tre teste pensanti, diverse e diversamente qualificate, ma non solo unite dalla parentela, ma dalla comunità di intenti e di visione del progetto. Noi siamo più un Tipo. Ma tre Tipi.

Il primo restyling quindi prende questa forma.

TPlan srl

Veniamo al naming, alla scelta del nome.
Cosa stimolava l’idea di diversità e di cambiamento? Il fine comune, il voler inventare un progetto di insieme per il design della comunicazione visiva… L’idea che non fosse più sufficiente un buono scatto e un buon head per creare una brand. Il fatto che nascevano e si trasformavano alla velocità della luce i nuovi media, nuovi veicoli di informazione e di comunicazione, tra loro collegati, ibridati, uniti e differenziati. Il fatto che si dovevano rispremere le meningi… in vista di un progetto di design a 360°.
Un progetto, un piano. Il nuovo progetto della Type: Type Plan. TPlan.

E non solo: la lettera T ricordava e dava valore anche agli ideatori e nuovi progettisti della realtà che si andava a creare: ricorda il numero Tre; è la T di Tree, albero dalle stesse radici e ramificazioni diverse. Il nome cambia, quindi, ma mantiene, in realtà, intatte essenziali memorie e analogie, comprese le vocali nel suono che la pronuncia del marchio genera.

Il terzo restyling è, alla fine, solo la modernizzazione di quello già fatto. La società si scioglie, il trio resta ma con legami diversi. Si affacciamo allo studio nuovi collaboratori, la clientela si è diversificata e torna la voglia di una nuova identificazione.

TPlan1

TPlan MARCHIO

Torna allora il colore rosso, meno accesso e più passionale, accompagnato da un grigio cromatico, che determinano la forza e l’incisività che si vogliono comunicare. Sono scelti, come caratteri istituzionale, il Trebuchet, grazie alle sue caratteristiche di ottima leggibilità, eleganza e modernità, e l’Impact, forte e poco confondibile.
La lettera T si legge in diverse e nuove direzioni, pur perdendo l’immediata riconoscibilità; il risultato è un segno quasi decorativo, un modulo, che punta perso un centro, quasi a mirare un obiettivo. Per il momento la scelta del nuovo marchio TPlan si è dimostrata valida e la coordinazione di immagine è risultata efficace e semplice.

Esempio di progetto per targhe.

Targa 2

Targa 4a

Ecco come è nato il marchio TPlan!

1 Comment

Filed under Comunicazione, Lab_Idee, Lettura